Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - In tredici pagine il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha prodotto una nota: "Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale". Si può scaricare il materiale dal sito http://www.justpax.it/ita/home_ita.html.
Le analisi sono di una chiarezza senza scampo per i difensori delle tesi liberali, anche se riformiste. "Tra il 1900 e il 2000 la popolazione mondiale si è quasi quadruplicata, la ricchezza prodotta a livello mondiale è cresciuta in misura molto più rapida cosicché il reddito medio pro capite è fortemente aumentato. Allo stesso tempo, però, non è aumentata l’equa distribuzione della ricchezza, piuttosto, in molti casi essa è peggiorata. Ma cosa ha spinto il mondo in questa direzione estremamente problematica anche per la pace? Anzitutto un liberismo economico senza regole e senza controlli. Si tratta di una ideologia, di una forma di « apriorismo economico », che pretende di prendere dalla teoria le leggi di funzionamento del mercato e le cosiddette leggi dello sviluppo capitalistico esasperandone alcuni aspetti. Un’ideologia economica che stabilisca a priori le leggi del funzionamento del mercato e dello sviluppo economico, senza confrontarsi con la realtà, rischia di diventare uno strumento subordinato agli interessi dei Paesi che godono di fatto di una posizione di vantaggio economico e finanziario"... "Alla base delle disparità e delle distorsioni dello sviluppo capitalistico c’è, in gran parte, oltre all’ideologia del liberismo economico, l’ideologia utilitarista, ossia quella impostazione teorico-pratica per cui: «l’utile personale conduce al bene della comunità»"... "Negli anni venti del secolo scorso alcuni economisti avevano già messo in guardia dal dare eccessivamente credito, in assenza di regole e controlli, a quelle teorie oggi divenute ideologie e prassi dominanti a livello internazionale. Un effetto devastante di queste ideologie, soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso e i primi anni del nuovo secolo, è stato lo scoppio della crisi nella quale il mondo si trova tuttora immerso"...
"La crisi, di fatto, ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala. Nessuno può rassegnarsi a vedere l’uomo vivere come « un lupo per l’altro uomo », secondo la concezione evidenziata da Hobbes. Nessuno, in coscienza, può accettare lo sviluppo di alcuni Paesi a scapito di altri. Se non si pone un rimedio alle varie forme di ingiustizia gli effetti negativi che ne deriveranno sul piano sociale, politico ed economico saranno destinati a generare un clima di crescente ostilità e perfino di violenza, sino a minare le stesse basi delle istituzioni democratiche, anche di quelle ritenute più solide"... "Già nel 1991, dopo il fallimento del collettivismo marxista, il Beato Giovanni Paolo II aveva messo in guardia nei confronti del rischio di « un’idolatria del mercato, che ignora l’esistenza di beni che, per loro natura, non sono né possono essere semplici merci »".
Dopo aver letto queste pagine faccio solo una domanda? Ma come mai in tanta parte del centros-sinistra si è pronti ad accettare spesso acriticamente, come portatrice di valori, l'azione della Chiesa, anche quando conduce battaglie in certi campi e questo non accade sui problemi del lavoro? La lotta alla contraccezione, l'opposizione più radicale alla disciplina del fine vita, della fecondazine assistita, del controllo delle nascite, il misconoscimento delle problematiche relative all'interruzione di gravidanza sono sempre considerati valori. Poi, quando la Chiesa scende in campo così perentoreamente sui temi sociali, si assiste a silenzi, valutazioni marginali o scrollate di spalla. Dove sono i Renzi, i Rutelli gli Enrico Letta che invocano il libero mercato, la Bce e non si oppongono allo squadrismo mediatico di Marchionne?
Ma non c'è solo questo aspetto. Nella posizione della Chiesa - che propone un nuovo spirito, lo stesso che determinò gli accordi di Bretton Woods, e chiede quindi un'Autorità mondiale credibile che si occupi di prezzi, di moneta e di sviluppo - ci sono assonnze che richiamano riflessioni e addirittura un lessico di origine marxista, soprattutto quando si parla di uomo.
Interessante la posizione sulla tecnica e le tecnologie e si coglie un ammonimento che sembra riecheggiare alcune pagine del primo Marx. "È necessario colmare il divario presente tra
formazione etica e preparazione tecnica,
evidenziando in particolar modo l’ineludibile sinergia tra i due piani della praxis e della poièsis. Lo stesso sforzo è richiesto a tutti coloro che sono in grado di illuminare l’opinione
pubblica mondiale, per aiutarla ad affrontare questo mondo nuovo non più nell’angoscia ma nella speranza e nella solidarietà"
Avremo modo nei giorni prossimi di cercare di valorizzare e approfondire certi interessanti aspetti