Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - "Per mantenere un potere pubblico speciale, posto al di sopra della società, sono necessarie delle imposte e un debito pubblico... Nel momento attuale, l'imperialismo e il dominio delle banche "hanno sviluppato" sino a farne un'arte raffinata, in qualsiasi repubblica democratica, questi due metodi di difesa e di realizzazione dell'onnipotenza della ricchezza. Se, per esempio, fin dai primi mesi della repubblica democratica in Russia, durante, per così dire, la luna di miele del connubio dei "socialisti" - socialisti-rivoluzionari e menscevichi - con la borghesia nel governo di coalizione, il signor Palcinski ha sabotato tutti i provvedimenti tendenti a frenare i capitalisti e la loro speculazione, il saccheggio da parte loro dell'erario mediante le forniture militari; se in seguito il signor Palcinski, uscito dal ministero (e naturalmente sostituito da una altro Palcinski del suo stesso stampo), è stato "gratificato" dai capitalisti di una piccola sinecura con uno stipendio di centoventimila rubli all'anno, - che cosa è questo? corruzione diretta o indiretta? alleanza del governo con le organizzazioni dei capitalisti o "semplicemente" relazioni di buona amicizia? Quale funzione hanno i Cernov e gli Tsereteli, gli Avksentiev e gli Skobelev? Sono alleati "diretti", o soltanto indiretti, dei milionari concussionari?"
Se sostituiamo la parola imperialismo con il termine neoliberismo (e possiamo lasciare anche il termine dominio delle banche, visto che il suo upgrade è il neo capitalismo finanziario) e se sostituiamo i puntuali riferimenti storici di nomi e persone (in aggiunta a forniture militari mettiamo opere pubbliche, infrastrutture, etc.) abbiamo un'analisi che potrebbe comparire sul Il Fatto Quotidiano.
Ma se si va oltre, allora, la musica cambia. Eppure è lo sviluppo di quanto detto prima. "L'onnipotenza della "ricchezza" è, in una repubblica democratica, tanto più sicura in quanto non dipende da un cattivo involucro politico del capitalismo. La repubblica democratica è il migliore involucro politico possibile per il capitalismo; per questo il capitale, dopo essersi impadronito (grazie ai Palcinski, ai Cernov, agli Tsereteli e consorti) di questo involucro - che è il migliore - fonda il suo potere in modo talmente saldo, talmente sicuro, che nessun cambiamento, né di persone, né di istituzioni, né di partiti nell'ambito della repubblica democratica borghese può scuoterlo".
Ora nessuno immagina di poter fare la rivoluzione nel modo in cui l'autore di questo testo, contenuto in "Stato e Rivoluzione" (1917) l'ha poi effettivamente fatta (come nessuno immagina teste tagliate come cavoli pur ragionando dell'attualità della Rivoluzione Francese o di quelle borghesi con medesimi spargimenti di sangue che hanno determinanto la monarchia costituzionale inglese). Ma il problema viene posto nella sua radicalità: stante il dominio globale delle oligarchie legate alle multinazionali e al potere finanziario, che margini ha oggi un governo che cacci gli oligarchi insediatisi al potere (Berlusconi) e le marionette al servizio delle oligarchie, i nostrani Palcinski, Bertolaso, Sacconi, sostituiti da Palcinski, Bertolaso, Sacconi dello stesso stampo?
Bel problema. In ogni caso questo mi sembrava comunque un doveroso (non solo retorico ma sostanziale) omaggio il giorno del 7 novembre a 94 anni da quell'evento che davvero cambiò il mondo. Quello che accadde poi nel corso dei decenni non è oggi argomento, anche se se ne potrebbe, e a lungo, parlare. Ma quei giorni magnifici dettero speranza all'umanità.