Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - Il vertice di Cannes del G20 al quale è stata invitata, anzi convocata, la Grecia, ha sancito una verità. Un disvelamento. La libertà espressa dalle carte fondanti il diritto borghese è carta straccia, in realtà gli ordinamenti giuridici sono l'espressione di rapporti di forza espressi dagli establishment economici. Così come avevano ammonito le critiche all'economia politica e ai sistemi politici su di essa strutturati dalla metà dell'Ottocento in poi. Il Governo greco ha dovuto rinunciare ad un referendum (espressione più semplice, ma al tempo radicale, della rappresentatività nazionale) perchè l'espressione della volontà generale sarebbe andata in contrasto con gli interessi del capitale finanziario. E' semplicemente questo. I cittadini greci, ingannati da una congiura tramata ai loro danni, da merchant bank (come la Goldman Sachs di Draghi, vicepresidente di questa organizzazione dal 2002 al 2006) e governo della destra e liberista greco (che hanno riscritto il debito della nazione, narcotizzandolo, ma esponendolo ancora di più agli appetiti delle speculazioni finanziarie) non possono più decidere "democraticamente" sul loro destino. Non possono dire sì o no, non possono esprimere il loro personale convincimento su una questione così profonda e strategica che riguarda il loro avvenire puntuale e minuto, oltrechè generale della nazione. E questo perchè le espressioni politiche e istituzionali del capitale finanziario mondiale glielo impediscono. Hanno un bel dire le muse del liberalismo democratico che in realtà, vedi Polito sul Corriere della Sera proprio di oggi, i cittadini possono scegliere se accettare gli aiuti o no (lui si riferisce all'Italia), se accettare o no il sistema al quale siamo agganciati. Polito sostiene: scelgano pure (gli italiani), basta che sappiano poi assumersi la responsabilità delle conseguenze.
Bene, il ragionamento di Polito già in Grecia non funziona. I greci non possono scegliere (è emblematico che sia accaduto per una comunità, paradigma culturale dell'idea di democrazia). E' stato impedito al governo greco, legittimo rappresentante di un popolo, formatosi secondo le regole della democrazia borghese, di far esprimere ai propri cittadini una volontà, con le regole democratico-boghesi, cioè il referendum, che riguarda il proprio futuro. Alla faccia del liberalismo. E' la prova che, quando a rimetterci sono le istituzioni economiche (quindi le banche) che hanno prestato i soldi, secondo un patto fasullo, avallato da una parte del sistema al quale loro riferiscono, si deve fare a meno della volontà popolare. Se a rimetterci sono i cittadini stessi, invece, le regole possono essere applicate. Sono questi i valori universali della democrazia?
La situazione italiana varia di poco. In Italia il debito pubblico è stato acquistato (per circa il sessanta per cento) da investitori istituzionali italiani. Insomma prevalentemente ce la vedremo tra di noi. Anche se in termini assoluti quel 40% vale molto più di quello greco per gli investitori istituzionali stranieri.
Ma secondo il ragionamento di Polito nessuno ci obbliga a seguire le indicazioni della Bce e degli altri organismi sovranazionali che ormai governano l'Europa (e peggio ancora se accettassimo l'aiuto infido del Fondo monetario internazionale). Solo che poi non è così. Da noi, in caso di default controllato, non si potrebbero aiutare le banche per aver sostenuto il debito pubblico italiano, perchè sarebbe solo una partita di giro, dove a mancare sarebbe il quantum riferito a quel debito che lo Stato affida proprio agli investitori. Il giornale, il Corriere della Sera, sul quale scrive Polito, è l'espressione di quella alleanza fra imprenditori, banche, assicurazioni, che è garante della solvibilità delle esposizioni di chi sta concorrendo (dietro lauti profitti) al finanziamento del debito italiano. Quel blocco della democrazia che la Grecia in maniera macroscopica subisce a livello internazionale (facendo svelare la natura anti-democratica di questo sistema, anche secondo le regole degli ordinamenti liberali) noi lo subiremmo prima di tutto a livello nazionale. A meno che, una straordinaria opposizione sociale facesse saltare questo tappo. E' la posta in gioco e lo scenario che abbiamo davanti. E' la vera scelta che, poi, Polito, non esplicita. Ma che, di disvelamento in disvelamento, alla fine emerge. O le regole e le espropriazioni imposte dalla Bce oppure opposizione sociale.
PS Un mio carissimo amico mi chiede in che consista l'opposizione sociale. o meglio con quali obiettivi. Chiarisco in grandi termini: opposizione sociale per un default controllato e che determini una diversa gestione delle risorse e delle responsabilità in ordine a chi ha creato il nostro debito, rispetto a quanto indicato dalla Bce