Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - A proposito dell'occupazione di alcuni stabili dismessi: viene in mente l'articolo di un giovane filosofo scritto su una rivista "antagonista" nel 1842 in Renania. Si scriveva a proposito di una norma che lo stato prussiano stava per introdurre per vietare la raccolta della legna abbandonata sui terreni di proprietà. Una modifca voluta dal ceto della risanata nobiltà terriera, sul modello del vecchio ordine feudale, ripristinato con la caduta di Napoleone, nella Dieta renana che faceva retrocedere l'amministrazione ad un'era pre-illuministica e quindi pre-moderna.
Il giornalista, Karl Marx, fa notare che comunque questo modello non funziona nemmeno secondo il modello borghese di diritto, visto che produce ulteriore diseguaglianza sociale. Ma, oltre a questo, sull'acquisizione di beni, si fa notare che proprio uno dei principi liberali associa la proprietà al lavoro che in essa vi è contenuto. Viene citato uno dei teorici del diritto di proprietà, l'inglese Locke, Trattato sul Governo $ 27, capitolo V: "Qualunque cosa l'uomo tolga dallo stato in cui natura l'ha creata e lasciata, a essa incorpora il suo lavoro... e con ciò se l'appropria... Vi ha aggiunto col suo lavoro qualcosa che esclude il comune diritto degli altri uomini".
E allora l'attività dei centri sociali su beni abbandonati allo stato di natura dà ordine a ciò che questo ordine sta perdendo. Anche secondo il diritto "borghese" c'è una preminenza dell'attività del produrre su quella del possedere.