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Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia

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I fisici Petronzio e Bignami passano dalla curvatura spazio-tempo a quella della schiena

L'intervista apparsa su "la Repubblica" domenica 9 ottobre, al ministro Mariastella Gelmini,

http://www.repubblica.it/scuola/2011/10/09/news/gelmini-22924331/?ref=HRER2-1

oggi quindi, permette di dire la parola fine rispetto alla polemica innescata dall'esilarante comunicato del Ministero stesso che autoincensava il governo per quel fantomatico tunnel fra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso,  luogo immaginario dell'esperimento condotto nell'ambito del progetto Opera che ha posto di fronte alla comunità scientifica l'evidenza di neutrini che si muovono a velocità ultraluminarie.

http://www.repubblica.it/politica/2011/09/24/foto/i_neutrini_e_il_tunnel_della_gelmini-22158290/1/?ref=HREC1-2

Ecco cosa dice la Gelmini a  Corrado Zunino: "Al primo incidente di percorso ho pagato un prezzo alto, sono stata travolta dalla velocità di internet e dalla replica sbagliata: il secondo comunicato parlava di polemiche strumentali e non erano parole mie. Bastava chiedere scusa, e farci su un po' d'ironia. So che non esiste un tunnel da Ginevra al Gran Sasso, ho visitato il Cern e non ho visto tunnel. Bastava mettere quella parola tra virgolette e aggiungere tecnologico, "il "tunnel tecnologico" dentro il quale sono viaggiati i neutrini".

La conclusione della vicenda, legata ovviamente al costume, anzi, quasi al folklore, lascia sul campo di battaglia morti e feriti. Ovviamente nelle schiere dei politici (c'è da ridere a ripensare alle repliche astiose di quella parte della attuale maggioranza chiamata a difendere l'indifendibile), dei dirigenti e dei cosiddetti esperti di comunicazione scelti dal governo Berlusconi e dalla sua area di riferimento. Ma anche nel campo degli scienziati, fra quei cosiddetti uomini nuovi che dovrebbero bucare il ciarpame della politica (secondo gli anti-politici di complemento presenti in ogni schieramento) e essere individuati come garanzia di indipendenza.

La Gelmini è stata disintegrata a livello d'immagine da quel comunicato, il responsabile della comunicazione del ministero, Massimo Zennaro, resta in carica in tutti i suoi ruoli dirigenziali (direttore generale), del Ministero dell'Istruzione, meno quello relativo all'ufficio stampa (ne assumera altri grazie alle strizzate d'occhio di altre ministre) . Ma quelli che hanno fatto davvero una misera figura sono i due fisici scesi in campo in quelle ore di disperazione per sostenere il ministro e quell'area politica da cui dipendono, probabilmente, carriere, finanziamenti, incarichi e chissà cosa altro.

Ripercorriamo quegli interventi. Roberto Petronzio, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, curatore dell'esperimento sul superamento della velocità della luce, a proposito di chi critica il comunicato della Gelmini riguardo la "costruzione del tunnel tra il Cern e i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento" parla di "polemica del tutto strumentale e pretestuosa. E' ovvio che il ministero dell'Istruzione si riferisse al tunnel lungo un km, che l'Italia ha contribuito a costruire, al cui interno viene lanciato il fascio di protoni". Mica è finita. "Il tunnel che conta, quello veramente importante, a cui si riferiva la dichiarazione del ministero - gli fa eco Giovanni Bignami, presidente Inaf, Istituto nazionale di astrofisica - è quello che passa sotto il Gran Sasso e che, in una caverna laterale, accanto al tunnel autostradale, contiene lo strumento chiave di questo bel risultato, cioé lo strumento 'OPERA'".

Prima notazione:  i due scienziati nel difendere l'indifendibile dicono cose opposte. Petronzio sostiene che il comunicato della Gelmini è chiarissimo: allude al tunnel di un chilometro costruito anche con i fondi italiani "al cui interno viene lanciato il fascio di protoni". E cioè quello del Cern, visto che l'esperimento ha avuto un trasmittente (Ginevra) e un ricevente (Gran Sasso).  Per Bignami, lo scienziato indipendente che occhieggia nei programmi divulgativi su Sky e in altre attività benemerite, dice esattamente il contrario: è ovvio che ci si riferisce "al tunnel che passa sotto il Gran Sasso e che, in una caverna laterale, accanto al tunnel autostradale".

Era tanto ovvio quel comunicato e nel riferimento al tunnel che Petronzio l'aveva individuato in Svizzera e Bignami in Abbruzzo (e la Gelmini oggi chiarisce che lei non si riferiva nè all'uno, nè all'altro, ma a un tunnel tecnologico, sic). Era tanto disperata ricerca in quelle ore di una schiena capace di sopportare il peso di certe castronerie che non ci si è preoccupati nemmeno di coordinare l'azione fra due eminenze del mondo della fisica. Resta la trisitezza nel constatare come due scienziati di questa portata o allocati in funzioni così alte, si siano prestati a difendere l'indifendibile (e ognuno a questo punto è libero di ipotizzarne le ragioni più o meno nobili). Ma questa è una faccenda che, da un altro punto di vista, fa persino vacillare la buona fede che si attribuisce a ciascuno di noi come abito mentale e anche quindi, nel caso specifico, nella validazione di una ricerca. Una persona è quello che è, onesta intellettualmente, sia quando è capo di un progetto scientifico, sia quando riceve un ordine da un'autorità. Se questi sono i nostri campioni, meglio ricominciare da capo. E far rifare pure tutti i conti. 

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