Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - Leggendo un inno di Friedrich Hölderlin ho pensato, chissà perchè, al Partito Democratico. Quell'organizzazione politica che sul principio del terzo Millennio nacque e poi, presa da furore, in pochi anni si dilaniò fino alla sua distruzione, incurante dell'incendio che divampava intorno e dello spettacolo che offriva di sè. E allora, ridendoci su, saccheggiando vari autori, mi sono avventurato in un divertissement che a liceo, più efficacemente, avrei chiamato cazzeggio e che ha il solo pregio di essere messo insieme senza doping. Senza cioè aver assunto droghe, nè leggere, nè pesanti. Nè, tantomeno, alcol.
Il componimento al quale mi riferisco è Stimme des Volks, Voce del Popolo, nel quale si racconta anche dell'incredibile assedio portato da Bruto alla città di Xanto, adagiata lungo il fiume omonimo. Ad un certo punto nella città si sviluppa un incendio. E' di tali dimensioni e così devastante che persino l'assalitore si muove a compassione e prova a dare aiuto ai suoi nemici. Ed ecco cosa succede.
Lungo lo Xanto si stendeva, in età greca, la città,
Ora però, come l'altre maggiori che laggiù riposano,
Per un destino, alla sacra
Luce del giorno s'è sottratta.
Ma non nell'aperta battaglia perirono
Di propria mano. Spaventoso, quanto
Laggiù avvenne, nella mirabile saga
Dall'oriente ci è giunto.
Fu la bontà di Bruto ad eccitarli. Poiché
Quando il fuoco eruppe, egli si offrì
Di aiutarli, lui stesso, il condottiero,
Sebbene di fronte a quelle porte li assediasse.
Pur dagli spalti i servi essi gettarono,
Che egli inviò. Più vivo ne fu
II fuoco ed essi ne gioirono, e a loro
Le mani Bruto tendeva E tutti eran fuor di sé. Un urlo
Si levò, e giubilo.
Giù nella fiamma si gettarono
Uomini e donne, e dei fanciulli l'uno
Dal tetto, sulla spada paterna l'altro.
[…] E case E templi rapiva, al sacro Etere
Fuggendo, e uomini insieme, la fiamma.
Il fuoco fisico prorompe nell’animo. Tutto è in mano alla potenza che Hölderlin cerca a lungo di identificare, di divinizzare. E ne scova, infine, l'identità: è, per il poeta che vede ogni cosa in termini greci, la potenza dionisiaca. E ciò che domina dentro e fuori. Questo delirio è mistero, è il piacere inebriante di volontà di potenza che si rovescia nella gioia dell’adesione al compimento: morire. Il dionisiaco è l'impulso a dominare e diventa la vita stessa nella congiunzione dell’inizio e della fine di ogni esistente. Di fronte alla bontà di Bruto che li assedia e che corre in aiuto allo svilupparsi dell’incendio, gli abitanti di Xanto si eccitano. L’eccitazione è una visione estatica nella quale quegli uomini e quelle donne, stremati dai combattimenti, dileguano se stessi abbracciando il destino e protendendosi verso la morte. Ma c’è un pericolo, emerge con forza: dal dionisiaco può sorgere il titanico. Se il titanico vince prevale il kaos indistinto. Il dionisiaco superando ogni ostacolo romperebbe le forme ed allora la terra si frantumerebbe: tutto precipiterebbe nell'indistinto. In questa degenerazione il dionisiaco diventa titanico, è la furia che inveisce contro i confini, come il fiume contro il suo tracciato e i suoi argini. La direzione orizzontale del fiume improvvisamente minaccia di trasformarsi in quella del fulmine che saetta verticalmente verso il basso, spaccando la terra. Le leggi sono in procinto di essere annullate. Le cose, i boschi e i monti si dispongono a fuggire dietro al fulmine, verso chi non ha nome. E’ il Kaos. Bacco, trasformatosi in Titano, avvelena il tramonto dionisiaco e si rovescia in una distruzione sconsiderata.
Dopo anni di interrogativi l'ho capito. Pd significa Partito Dionisiaco.