Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - Il movimento Cinque stelle si sta strutturando. Anche la liquidità ha la sua temperatura di raffreddamento. Questo è un processo tipico di tutte le rivoluzioni e di tutti i populismi. C'è il momento della ribellione, c'è il momento della organizzazione. Il passaggio è delicatissimo, la maggior parte dei sogni sprigionati da istanze rinnovatrici, in questa fase, ha visto l'inizio del suo crepuscolo. In riferimento ai movimenti socialisti, Ernst Bloch, l'eretico anti-stalinista, filosofo tedesco ammiratore di Lenin e critico del socialismo reale, chiamava tutto questo "corrente fredda".
E' una fase di maturazione che risponde alla domanda leninista "Che fare?". Come sta attraversando questa crisi di crescita e di strutturazione il movimento cinque stelle? Secondo dei dettami classici di organizzazioni di tipo verticistico, dove l'esigenza precisa è: preservare i valori costituenti del movimento, preservare le modalità con le quali il suo consenso è cresciuto. Per questo mi è parso interessante il modo con il quale Grillo ha stroncato nel modo in cui sappiamo un intervento televisivo di Federica Salsi, consigliere comunale di Bologna. Sulla televisione, vista come il demone, è bene ricordarlo, è stata pronunciata una fatwa da Casaleggio e quindi da Grillo.
Ma la modalità con la quale Grillo ha contestato la Salsi appartiene a quella dell'insulto sessista sulla quale è inutile soffermarsi. Grillo non avverte il minimo senso di imbarazzo ed è curioso perchè, ad esempio, proprio oggi, il 7 novembre, sul suo blog, il guru ligure, applaudendo alla rielezione di Obama, ricorda gli eroi di questa affermazione democratica: tra questi Sandra Fluke.
Sandra Fluke sostiene battaglie per il controllo demografico, anche attraverso l'uso del preservativo ed è diventata (lo dice lo stesso Grillo un'icona dei diritti civili) perchè apostrofata dalla destra bigotta e sessista americana esattamente come sul blog di Grillo i simpatizzanti del movimento si sono rivolti alla Salsi. Perchè allora, caro Grillo, Sandra Fluke è un'eroina, mentre la Salsi per bene che le vada, è dipinta come intenta a compulsare il suo punto G televisivo?
Queste sono le contraddizioni di un movimento che sta realizzando il grillismo, o il casaleggismo "in tempo di guerra". Come fu per l'operazione staliniana degli anni trenta: il comunismo di guerra prevede poche storie, poca democrazia, blindatura dei valori, dogmi o punti qualificanti della strategia contro i propri nemici. E allora si capisce la durezza con la quale (Stalin deportava e fucilava, Grillo organizzava esecuzioni digitali) i padroni del M5s attacchino chi va in televisione. E allora io dico che (al di là delle forme e dello stomachevole refrain sessista che emergono quando una posizione eretica viene espressa da una donna) dal suo punto di vista, Grillo faccia bene. Se la televisione è un luogo della corruzione del pensiero, se la patecipazione alla spartizione dei talk-show, dove è impossibile esprimere un pensiero compiuto, al di fuori dei grugniti che poi si riversano sui telespettatori, come fossero tifosi a bordo ring, Grillo ha ragione a pretendere disciplina su questo aspetto. Grillo è consapevole che la battaglia vada svolta sul web dove la modalità della comunicazione 2.0 fa sì che quello che in tivvù viene organizzato dal potere dei partiti e dei potentati, su Internet si è già trasformato in una piattaforma che lui controlla. Su questa piattaforma Grillo esercita lo stesso tipo di coercizione alla quale assistiamo in tivvù da parte dei suoi nemici (provate a inviare un post critico... sul blog grillino).
In realtà Grillo con l'esplosione violenta contro la Salsi e in altre occasioni sta semplicemente dicendo ai sui dirigenti: la battaglia facciamola solo sul terreno a noi congeniale. E' un guevarista digitale, un vietcong del byte.
Cosa sia poi la vera democrazia è un discorso lungo: su questo blog è stato affrontato più volte. La modalità 2.0 ha falsato i valori di libertà aurorali di Internet. Infatti sono i gestori delle piattaforme i veri padroni dei dialoghi e dell'abbattimento della barriera autori/lettori sulla rete (Google fa apparire o scomparire i contenuti utili oscomodi, diversificandoli persino per contesto, se in Cina, negli Usa, etc.). I padroni delle piattaforme hanno le chiavi per consentire esattamente quello che Grillo ha permesso di fare sulla sua esclusiva piattaforma: tutto quello che vuole senza contraddittorio.
E allora dal suo punto di vista Grillo non potrebbe fare altro. La forma è sostanza nelle rivoluzioni: gli zapatisti hanno sistematicamente ignorato alcuni canali di partecipazione, preferendone altri. E sono stati rigorosi nel pretenderlo dai propri militanti. Solo che, per convincere chi non era persuaso della scelta anti-sistema, non hanno mai abbracciato pratiche violente e sessiste. Persino Platone ha preteso che di certi argomenti non si dovesse parlare in pubblico, biasimondo coloro che, vedi la famosa settima lettera, avevano trasgredito questa opzione fondamentale.
I passaggi da movimento ribellistico a organizzazione comportano sempre una perdita di autenticità. Ma sono sempre indicativi dei valori profondi che risuonano dentro certe rivoluzioni. Se un movimento ha la democrazia come intimo valore condiviso viene fuori, se invece emerge il populismo di cui l'Italia può mostrare le più varie declinazioni, allora appaiono l'insulto, l'intolleranza, la manzanza di comprensione attraverso il dialogo. La sfida del M5s è proprio questa. Nella fase di passaggio da movimento a struttura, il verticismo (o un certo grado di autoritarismo) è necessario: ma va accompagnato da una condotta valoriale adeguata alla sfida che si vuole lanciare. Altrimenti si diventa gli altri. I sogni restano come etichetta. Si parte per cambiare il potere, ma dal potere si viene poi cambiati. A quel punto tanto vale andare in tivvù.