Si tratta di appunti presi durante la giornata su temi di politica, cultura, scienze, storia e soprattutto filosofia
BOLOGNA - Questo è il testo pubblicato su "Il Corriere dello Sport-Stadio" del 30 giugno in ricordo di Margherita Hack, volevo condividerlo con i frequentatori del mio blog
Margherita Hack ha reso più onore alla terra che alle stelle. Per questo, farisei esclusi, viene ricordata con affettuosa deferenza. E’ scomparsa come voleva, a 91 anni, senza lunga malattia. Al suo fianco Aldo, il marito, 70 anni insieme, fino a che morte non li ha separati nella notte fra venerdì e sabato nell’ospedale di Cattinara, ad est di Trieste. I suoi titoli scientifici sono innumerevoli, la forza della sua parola nella divulgazione ha affascinato studenti, famiglie e bambini. Ha onorato il suo genere sia con dignità, contro ogni discriminazione di tipo sessista e omofoba, sia con profitto, prima donna a dirigere un osservatorio astrofisico. Rispettava ogni essere senziente, vegetariana dalla nascita, e quindi rispettava il comandamento “non ammazzare” più di tante persone pie. Cresciuta in una famiglia abituata alle letture e alle discussioni sulle letture svolte in un clima culturale aperto alla teosofia e al protestantesimo, era appassionata di sport.
La terra le è servita da pedana per contrastare la forza di gravità. Da piccola si arrampicava sugli alberi del parco del Bobolino come e meglio dei maschi; ha praticato sport, salto in alto e salto in lungo, nella società Giglio Rosso dove è arrivata alle soglie dell’eccellenza. Recentemente ha raccontato di una seduta durissima d’allenamento, durante la Guerra, in cui un allenatore della nazionale provava a perfezionarla nella tecnica, «staccavo troppo presto e arrivavo sull’asticella in parabola discendente». Vinse tre volte i Littoriali, i campionati studenteschi sotto il fascismo e per due volte arrivò terza ai campionati assoluti. Fiorentina e tifosa della Fiorentina (la società l’ha ricordata con un comunicato) seguiva la squadra viola anche da Trieste, dove si è presto trasferita, insegnando all’università dal 1964 al 1992.
I suoi interrogativi sul cosmo, sulla fine e sul principio di tutto sono circoscritti a ciò che si dimostra. Era atea e comunista, scelte (impronunciabili) che ieri in tanti hanno annacquato, per poter così fare a spinte nella foto di gruppo dei commiati dalla quale non si può mancare; è stato perciò un personaggio scomodo e puro se preso sul serio. Amava la bici e il buio che permettono, pedalando, di indagare il tempo e, scrutando verso l’alto, di investigare lo spazio. Nel guardare le stelle non trascurava affatto dove mettesse i piedi, anche se i suoi passi non si sono mai troppo allineati con quelli degli altri. Talete, racconta Platone nel Teeteto, cadde in un pozzo d’acqua mentre osservava i moti dei pianeti. Ne rise un’arguta e graziosa servetta tracia. Margherita Hack, come Talete, era assorta nell’indagare il cosmo, non le sfuggiva, però, il grottesco delle cose del nostro mondo.