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2 settembre 2020 3 02 /09 /settembre /2020 02:58

Modello sanitario globalizzato, razionalizzazione funzionale per la diffusione di  un nuovo modo di produzione capitalista digitale che tagli di netto le capacità sociali di lavoro, sterilizzando così aggregazione e conflitti sociali. Come la sinistra storica ha abbracciato negli anni novanta i modelli liberisti e le nomenklature europee di controllo, così quei rottami politici che sono le organizzazioni che un tempo erano riferimento dei lavoratori lasciano una grande questione in mano alle destre. Trump, Bolsonaro e Salvini con ondivaga continuità sono diventati anche i riferimenti delle classi popolari strangolate dalle scelte politiche ed economiche che colpevolmente sono state indicate da sindacati e partiti revisionisti. Questi ultimi hanno sposato le ricette in grado solo di creare aumento della disoccupazione, peggioramento dell'idea e del valore lavoro, nuovi processi di accumulazione che hanno consentito una disparità mai vista nella storia fra chi controlla i mezzi di produzione e chi li subisce. Questi traditori del proletariato, come il PD, e altre forze legate mani e piedi ai dispositivi imperiali della guida mondiale impersonate da Nato-Ue e Israele, sposano senza discussione la nuova trasmutazione di valori del capitalismo che cerca nuovi consensi per far trionfare una nuova capacità di controllo e razionalizzazione del sistema. Come sempre accaduto il capitalismo si rigenera nei suoi valori accessori e mantiene saldo il principio sul quale è nato: incremento del capitale attraverso l'incremento dei profitti, lotta senza quartiere per la concentrazione di risorse e per il controllo sociale e produttivo. Frantumate le forme Stato (quelle democraticamente controllate) attraverso la muscolarita' ipertrofica delle multinazionali, capaci di avere risorse e capacità produttive superiori ad uno stato europeo, capaci di avere eserciti in armi di contractors e di battere moneta, adesso arriva il nuovo salto di qualità. Ad ogni crisi le strutture profonde che gestiscono potere e presidiano i nodi decisionali dei dispositivi  occidentali (ma vale anche per la Cina con caratteristiche sempre più capitaliste) colgono l'occasione per restringere le libertà sociali e di relazione soprattutto nell'ambito del lavoro. È stato così per il terrorismo, è così per la nuova religione sanitaria. Non sono in questione norme di opportunità o di intervento rispetto alla pur grave pandemia che ci ha colpito (ma non più letale di certe patologie endemiche, quali malattie cardiovascolari e tumori, effetto spesso delle condizioni di produzione accettate da tutti). Si discute di un nuovo modello produttivo asociale, caratterizzato dal confinamento individuale che deve renderci animali da produzione dediti al lavoro e all'isolamento. Si snatura la vita stessa e la capacità di reazione sociale. Si tratterà di gestire il cambiamento produttivo in corso, come accaduto nei secoli, con l'inevitabile fine e scomparsa di modelli, aziende e dispositivi,  sostituiti da altri. Una trasformazione i cui costi, come annuncia il capo di Confindustria, verranno pagati dai lavoratori con maggior precarietà e licenziamenti e che avranno un effetto sulle risorse sociali con l'ulteriore proletarizzazione delle professioni e delle intelligenze. 
   In questo quadro i valori della nuova religione sanitaria servono a creare consensi, proprio perché la religione tradizionale e la fede sulle sorti progressive e illimitate del sistema (per effetto anche delle riflessioni sull'ambiente e sulla salute del pianeta terra) non creano più fiducia. E allora serve una nuova guerra di religione. Si creano contrapposizioni fittizie fra schemi imposti, no vax contro si vax, probi cittadini contro negazionisti. Chi riflette sulle problematicità di vaccini da imporre a tutti senza verificare storie cliniche personali, chi eccepisce verso provvedimenti draconiani suggeriti da nuovi sinedri tecnico-scientifici che violano ogni libertà, chi assiste indignato alla mancata sepoltura dei propri morti, una ferita che non veniva inferta ai valori comunitari fin dai tempi di Antigone, viene etichettato dall'informazione compiacente come negazionista. Tutti nello stesso mucchio, servono crociate non confronti, proprio come fosse una guerra di religione. Questa contrapposizione fra estremismi è indispensabile per l'affermazione rapida dei nuovi valori che sostengano il nuovo modo di produrre che il capitale ha bisogno di insediare. Internet ha una grande funzione reazionaria e consente la cruenta sfida recitata, come in un match di wrestling, fra buoni e cattivi. Si creano così soldataglie di idioti civici che trovano sempre più proseliti specie nelle psiche frustrate di ex rivoluzionari. Nessuno sembra avere interesse ad aprire un dialogo o a discutere della funzione e dei problemi che crea alle comunità questa nuova religione sanitaria. Nessuno pone dubbi e domande. Non si affrontano legittimi problemi di madri, padri e figli, su scuola, salute, crescita, educazione, trasporti, sport e vita comune, ma si branduscono le immagini degli intubati e le cifre più o meno artefatte, a valanga e senza criterio. Come negli scontri contro gli eretici protrattisi  fino al Seicento (mentre l'economia mercantilista assumeva le forme Stato nazionale di dominio) si minaccia il rogo, si inviano sanzioni contro chi dissene o chi fa domande e si pone dubbi. E gli idioti civici a sostegno di questa colossale caccia alle streghe. 
  In questo contesto si lascia alla destra più bieca e individualista l'uso politico di queste istanze di domanda più che di rivolta. Che ne sarà del nostro futuro, che società verrà disegnata con questa nuova ideologia sanitaria? E così, come tanti lavoratori sono stati spinti dalla miopia o dal tradimento di certi dirigenti della sinistra storica  tra le braccia dell'"ultradestra, così assisteremo, come nella grande manifestazione di Berlino, ad un fraintendimento ipocrita contro chi protesta. A prescindere. E vediamo i finti rappresentanti di una cosiddetta amalgama di valori libertari schierarsi ad abbracciare le ricette del nuovo capitalismo tecnocratico che lavora al servizio delle élites dominanti contro chi ha qualcosa d'altro da dire. Anche solo volesse esprimere un malessere. E così un'altra occasione storica per riflettere sulla natura antiumana del capitalismo verrà dissipata. Questi rappresentanti del pensiero liberale sono da spazzare via come la destra, sono l'altra faccia della stessa matrice che lavora alla perpetuazione del dominio del capitale sull'uomo.

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  • bartolozzi
  • Nato a Roma il 7-3-1962, giornalista
  • Nato a Roma il 7-3-1962, giornalista

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